I giovani del postmoderno

 

A proposito di un progetto sui giovani di oggi che sta nascendo nella provincia di Treviso, una riflessione su alcune possibili difficoltà negli adolescenti e nei giovani adulti nel nostro contesto storico:

 

Il mondo moderno è in continuo cambiamento e tutti noi siamo immersi in un flusso di eventi e trasformazioni che possono rendere difficile mettere a fuoco in modo distinto i rischi e le difficoltà in cui possiamo incorrere nelle varie fasi di vita.

L’adolescenza, nel corso dei decenni, è sempre stata considerata una “terra di mezzo”, un periodo di trasformazione a livello biologico, fisico, psicologico e sociale. Il suo inizio veniva collocato abbastanza precisamente sui 13 anni, immediatamente dopo la pubertà, o pre-adolescenza. La sua conclusione, invece, era fissata a 18 anni, momento in cui nell’ordinamento italiano si diventa maggiorenni e quindi responsabili a livello legale della propria vita e delle proprie azioni. Tuttavia, riflessioni successive e cambiamenti storico-politici hanno spostato sempre di più l’asse di fine di questo travagliato periodo: prima a 21 anni, poi a 25, mentre ora si pensa che l’adolescenza possa essere considerata come un tutt’uno con la vita adulta. Questo a causa di alcuni spostamenti in avanti nel tempo di tappe fondamentali che prima avevano luogo tra i 18 e i 25 anni al massimo: la fine degli studi, il lavoro a tempo indeterminato, l’autosufficienza economica, il matrimonio e i figli. Oggi il giovane del Belpaese vive quella che si chiama “adolescenza diluita”, un periodo di transizione che si allunga sempre di più, abbracciando anche quegli anni che avrebbero dovuto essere caratterizzati da presunta stabilità e sicurezza. Allo stesso tempo, i giovani sono immersi in un mondo di contraddizioni a cui spesso non sanno far fronte: “studia, ma tanto non troverai lavoro”, “non stare tutto il tempo in Rete, ma il professore ti manda i compiti nel registro elettronico”, “sii autonomo ma non crescere troppo in fretta”. Spesso la conseguenza è uno spaesamento, una perdita di direzione che caratterizza l’adolescenza e la tardo-adolescenza e si presenta in molte forme: abbandono scolastico, ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro, chiusura sociale, mancanza di sicurezza e di ideali, anche a livello politico.

Un intervento a tutto campo dovrebbe assumere varie forme: politica, istituzionale, ma anche sociale. Intervenire nelle possibilità di scelta e di crescita personale, valorizzando le potenzialità e offrendo campi di prova che permettano al giovane di individuare la sua strada e di percepire anche i propri limiti. A livello sociale e psicologico, aiutare i giovani a uscire da impasse e blocchi evolutivi, spesso dettati da insicurezza e paura del domani, possono dare una mano nello sviluppo di questa straordinaria risorsa.

 

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