Le nuove dipendenze: intervista a RadioVenezia

Venerdì mattina ho avuto l’onore di essere intervistato da RadioVenezia a proposito della mia professione e, in particolare, delle nuove dipendenze. L’argomento è molto vasto ma altrettanto attuale, sicché mi ha fatto molto piacere che una radio così prestigiosa si fosse interessata al tema e alla mia opinione.

Con “nuove dipendenze” si intendono tutti quei comportamenti che si possono osservare nel mondo moderno, ovvero la tendenza a dedicare molto tempo ed energie a quei nuovi dispositivi che si sono diffusi negli ultimi anni: smartphone, social network, chat, giochi online. In certi casi,si parla nello specifico di “Dipendenza da Internet”, “Dipendenza da smartphone”, “Gioco d’Azzardo Patologico” e via dicendo. Vista l’estrema diffusione di questi dispositivi e la misura in cui ci hanno facilitato la vita, è difficile tuttavia stabilire con chiarezza quando si tratti di patologia e quanto di comportamento “normale”; in questo momento sto scrivendo su un tablet connesso a Internet, chi mi legge è ovviamente connesso, tutti noi abbiamo almeno un dispositivo collegato alla Rete. Il Web è infatti sempre più diffuso e sempre più presente nelle nostre vite, ci colleghiamo per tantissime cose e sicuramente molti aspetti della nostra quotidianità sono resi estremamente più facili dalle nuove tecnologie… Come fare allora a capire quando stiamo correndo il rischio di diventare dipendenti?

La dipendenza, a mio parere, avviene quando il mio comportamento è così diffuso nell’arco del mio tempo da portare il soggetto a trascurare gli aspetti della propria vita, quali il lavoro, gli affetti, la famiglia. Sono sempre più frequenti infatti i casi di perdita del lavoro e di crisi di coppia in seguito, a quanto pare, all’eccessivo uso che la persona sembra fare della Rete. Sottolineava lo speaker che mi ha intervistato la grande frequenza di coppie che si possono osservare al ristorante mentre osservano i loro cellulari invece della persona che hanno accanto… Quanto ci sarebbe da riflettere su questo aspetto?

I messaggi importanti che ho cercato di lasciare a chi mi ascoltava erano fondamentalmente due: primo, non demonizzare questi strumenti, proprio perché sono ovunque, sempre più presenti e grandi facilitatori della nostra vita quando usati correttamente! In secondo luogo,fare attenzione ai propri comportamenti, verificare che l’utilizzo di determinati strumenti non vada a scapito di altri ambiti della propria vita e, in caso contrario, non avere timore nel chiedere aiuto! Sono nati centri specializzati e molti psicologi e operatori esperti che possono dare una mano e intervenire, così da permettere un uso corretto e non dannoso di tutte queste nuove tecnologie.

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