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“On the road” (2012) di Walter Salles

imagesQuesto film è tratto da uno dei capisaldi della letteratura americana: si tratta di “Sulla strada” di Jack Kerouac, pubblicato nel 1957 negli Stati Uniti e in Italia nel 1959. Questo libro ha rappresentato, insieme alla poesia “L’urlo” di Allen Ginsberg, l’affermarsi della beat generation nel panorama culturale americano e ha rappresentato il manifesto di una generazione. Il romanzo è stato inserito dal critico Richard Lacayo nei migliori 100 romanzi del ventesimo secolo e ha venduto oltre 3 milioni di copie.

Il libro racconta le scorribande attraverso le strade d’America di Kerouac, qui sotto lo pseudonimo di Sal Paradise. Nel suo viaggio tra vagoni merci, autostop, lavori saltuari, donne bellissime e personaggi curiosi, Sal percorre gli Stati Uniti degli anni ’50 in lungo e in largo, spesso seguendo l’esplosivo Dean Moriarty (alter ego letterario di Neal Cassidy, anche lui scrittore ma soprattutto tossicomane e piccolo delinquente, specializzato nei furti d’auto) e altri personaggi molto particolari. Con loro si attraversano le notti americane, popolate da locali dove suonano il blues, dove l’alcool scorre a fiumi, dove il domani non importa e non importa dove si va, ma l’importante è andare!

Lo stesso Kerouac aveva espresso il desiderio di trarre un film dal suo capolavoro, proponendo la parte del protagonista a Marlon Brando. Non se ne fece nulla e Kerouac morì senza aver visto l’opera che sognava.

A quasi 40 anni dalla pubblicazione, dopo un susseguirsi di idee e proposte su possibili registi (molti dei quali hanno poi rinunciato all’ingaggio), Walter Salles gira il film! Reduce dall’esperienza da un altro meraviglioso road-movie, “I diari della motocicletta”, ispirato ai viaggi giovanili di Ernesto Che Guevara, sembra esser stato l’unico regista a sentirsi in grado di portare sul grande schermo il manifesto della beat generation. Nel cast, alcuni nomi che saltano all’occhio: Viggo Mortensen nei panni di Old Bull Bill, alter ego di William Borroughs, Kirsten Dust e Kristen Stewart, la “Bella” di Twilight, negli eccentrici panni della disinibita e tossica Marylou. Nei ruoli di protagonisti, Sam Riley nel ruolo di Sal e Garrett Hedlund in quelli di Dean Moriarty. Una piccola parte va anche a Steve Buscemi, nei panni di un omosessuale attempato che seduce il bel Dean.

Nonostante il romanzo sia molto veloce e descriva intere giornate in una sola pagina, il film ne è una fedele trasposizione, anche se costringe ovviamente ad una visione frammentata in cui non esiste lo spazio per andare a fondo degli avvenimenti. E l’ovvio limite sta nell’impossibilità di riprodurre il vero punto di forza del libro: lo stile incomparabile di Kerouac, che scrisse il romanzo su un gigantesco rotolo di carta stando sotto l’effetto della benzedrina. Molto spesso nel libro non c’è punteggiatura, non c’è linearità, la lettura scorre veloce come i ricordi nella testa dello scrittore e le sue dita sulla tastiera. Se è lo stile a rendere un capolavoro “Sulla strada”, nessun film avrebbe mai potuto imitarlo. Tuttavia, nonostante le critiche alla pellicola, chi scrive ammette la soddisfazione di aver visto questo film dopo anni di attesa, e di aver sostenuto il regista con questo pensiero: dato il libro da cui il film è tratto, di meglio era impossibile fare!

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