Cyberbullismo: intervista a RadioVenezia

Circa un anno fa sono stato intervistato (per la seconda volta) dagli speakers di RadioVenezia; il tema, in questa occasione, è stato il cyberbullismo.

Cos’è il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è un fenomeno piuttosto recente, che è andato di pari passo con lo sviluppo del Web e delle nuove tecnologie, e in questi ultimi anni sta destando molta preoccupazione. Sono parecchi i casi segnalati nelle scuole, oppure quelli che arrivano nei nostri studi privati. E’ tuttavia un fenomeno difficile da definire, in quanto le definizioni disponibili non sempre sono soddisfacenti; ad esempio, viene definito un “atto ripetuto e volontario”, ma molto spesso è sufficiente un solo atto per ferire la cyberbvittima; inoltre, può non essere fatto con la reale volontà di offendere. E’ interessante sentire quello che i ragazzi stessi dicono che cosa sia (ad esempio, “è la vittima che stabilisce se un certo messaggio è cyberbullismo oppure no”). Non è facile quindi dare una risposta univoca: possiamo definirlo come un attacco fatto a un altro utente del Web. Insulti, minacce, prese in giro fatte con lo scopo di ferire l’altra persona (anche se, come abbiamo visto, una vittima può sentirsi offesa e ritenersi vittima di cybebullismo, ma il cyberbullo non si rendeva conto di fare qualcosa di male).

Quale soluzione?

Per i ragazzi, una soluzione a questo fenomeno sembra essere portare la questione su un piano fisico (risposta portata soprattutto dai maschi, a ribadire la tendenza a risolvere le cose in modo fisico, tipicamente maschile), e questo è interessante perchè apre una discussione molto interessante: “tu sei un leone da tastiera, ma se io ti tolto la tastiera non fai paura a nessuno”. L’altra risposta che portano è “io parlerei con i genitori, se con loro ci fosse un buon rapporto!”. Questa seconda risposta apre un ventaglio di osservazioni: ci dice che per i ragazzi gli adulti sono un punto di riferimento importante, ma è necessario che si stabilisca un buon dialogo e che loro sentano di avere la possibilità di parlare senza essere giudicati. Questo sottolinea ancora una volta l’importanza di offrire uno spazio di ascolto e di accoglienza.

Prossimi lavori

Il fenomeno è ancora in fase di studio. A breve dovrebbe uscire un libro scritto da me con un collega, Stefano Bonato, proprio su questo tema.

 

Vedere l’intervista

Per vedere il video dell’intervista su Youtube, cliccare qui!

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